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Palazzo Pretorio
Nel 1552 ledificio di proprietà della famiglia Pellegrini venne acquistato dalla Comunità di Valle per farne la sede del governatore grigione. Il palazzo fu ampliato e la data dei lavori (1553) è stata incisa sul portale a bugne di diamante della facciata. La struttura subì ulteriori e pesanti modifiche nei secoli successivi fino alla radicale ristrutturazione del 1915-1917 durante la costruzione dellex-palazzo di Giustizia adiacente a Palazzo Pretorio, ad opera delling. Antonio Giussani. Questi concepì un elaborato progetto decorativo per le facciate esterne e il cortile del palazzo, decidendo di utilizzare motivi ornamentali ripresi dallarchitettura rinascimentale locale e di far dipingere lungo il cornicione, sotto il tetto e tra gli ordini di finestre gli stemmi dei principali comuni della provincia e sette stemmi visconteo-sforzeschi di grandi dimensioni. Tutte le decorazioni vennero eseguite dal pittore locale Giovanni Vanini.
Durante la demolizione del torrione delle carceri sul lato ovest delledificio, nellarea dove poi fu costruito il Palazzo di Giustizia, si rinvenne una porzione delle mura trecentesche della città, di cui il Giussani lasciò una precisa documentazione.
Elementi interessanti del palazzo giunti fino a noi nelle condizioni originali sono il loggiato, il portico sottostante e i portalini cinquecenteschi che si aprono nellandrone appena superato il portale principale. Questi erano gli ingressi allaula in cui veniva amministrata la giustizia: sulla volta unghiata sono visibili alcuni affreschi: quello centrale, attribuibile a Cesare Ligari, raffigura lallegoria della Giustizia, ai lati gli stemmi di famiglie grigione e sondriesi e una cartella datata 1707 con dedica a due Governatori di Valle.
Al primo piano è sistemata una notevole stüa, databile alla prima metà del 500, proveniente da una casa che un tempo sorgeva nella piazzetta Gualzetti. Queste stanze interamente foderate in legno, caratteristiche dellarea alpina e dei paesi a clima rigido, venivano spesso abbellite con intarsi ed intagli artistici. Sulle pareti di quella qui conservata si trovano stipi decorati da intarsi raffiguranti vedute prospettiche di architetture, libri, strumenti musicali, vasi di fiori, soggetti tipici delle opere realizzate con questa tecnica. Il soffitto è decorato da cinque pannelli: al centro è visibile uno stemma, mentre nelle losanghe laterali sono raffigurati Mercurio col caduceo, una figura allegorica su una ruota, forse la Fortuna, e decorazioni floreali.