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Muovermi in città
La piazzetta dell'Angelo Custode
Questo angolo di Sondrio è nel cuore della città medioevale: secondo gli scritti di Beltramolo de Selva nel 200 il centro abitato era posto sul colle di Masegra e si estendeva fino al Castelletto, in corrispondenza della rupe alle spalle della chiesa dellAngelo Custode. Il piccolo fortilizio a guardia del ponte sul Mallero fu affiancato da una chiesa dedicata a S. Siro.
Le vecchie cronache raccontano che nella piazza si tenevano i Consigli generali dei nobili, dei cittadini e dei vicini di Sondrio, come quello del 9 aprile 1308 con il quale venne concesso ai Capitanei il privilegio dellesenzione perpetua da ogni tassa a condizione che tenessero dimora in città, ovvero presso il castello di Masegra. La convocazione di tali adunanze veniva annunciata dal suono di un grande corno.
Caduti in rovina il Castelletto e la chiesa di S. Siro, la rupe del Crap nella credenza popolare acquistò una fama sinistra: nei documenti dei processi per stregoneria del XVII secolo il luogo è citato, insieme al Moncucco, il castel Grumello, la zona ai piedi della rupe di S. Bartolomeo e il prato di Gombaro, quale scenario degli incontri notturni delle streghe per celebrarvi il sabba, il gioco del barlotto o altri balli e stravizi illeciti.
Fu quindi accolta di buon grado nel 1657 la richiesta per lautorizzazione a edificare una nuova chiesa dedicata allAngelo Custode, per iniziativa del nobile Francesco Carbonera e dei suoi convicini, Nazaro Pusterla, Andrea Sertorio, Giovanni Andrea Sassi e Giacomo Bonetti. I lavori presero avvio lanno seguente, con lescavazione della roccia viva per permettere lalloggiamento della chiesetta a destra della casa del Carbonera. Il 10 giugno 1660 il curato di Albosaggia Gio. Pietro Sertoli benediceva la prima pietra, ricevendo in compenso scatole tre di confetture, tre di cotognata et boccali 4 di vino, il tutto valutato lire otto e il primo di ottobre dello stesso anno larciprete di Sondrio vi celebrò la prima messa.
Nel 1673 venne ultimato anche il piccolo campanile, poggiante in parte sul muro perimetrale della chiesa e in parte su uno sperone di roccia viva.
Allinterno lunico altare è abbellito da una tela di Ercole Procaccini, raffigurante lAngelo Custode che conduce il fanciullo lungo la via della salvazione (1660 ca.), inserita in unelegante cornice intagliata di stile rinascimentale.
Vicolo S. Siro ricorda con il suo nome un antichissimo oratorio dedicato al santo vescovo di Pavia. La chiesetta, già in rovina alla fine del 500, sorgeva presso un piccolo avamposto fortificato sulla propaggine meridionale della rupe ancora oggi conosciuta come Crap.
E in questa zona, compresa tra il colle di Masegra e lattuale piazza dellAngelo Custode, che in epoca medioevale si concentrava il nucleo abitato della città, in posizione dominante, al riparo dalle piene del Mallero e sotto limmediata protezione del castello.
La scalinata che dal vicolo sale alla sommità del Crap permette uninteressante vista panoramica sul quartiere nobile del borgo di Sondrio. Palazzi, avanzi di vecchie torri e colombari, giardini e broli si svilupparono lungo la direttrice dellantica via Valeriana, un tempo strada principale della città e della valle.
Il termine crap nei dialetti valtellinesi significa rupe, parete rocciosa e talvolta assume valore di toponimo come nel caso della costa rocciosa che sovrasta il centro storico di Sondrio. Secondo il cronista Beltramolo de Selva intorno al Duecento il nucleo abitato della città era situato sul colle di Masegra, occupando larea che dal castello arriva allattuale piazzetta dellAngelo Custode, posizione facilmente difendibile e al sicuro dalle esondazioni del torrente Mallero. Guerre e distruzioni indussero la popolazione a ricostruire il borgo più a sud dove si dice nella Villa di sotto la Chiesa di S. Eusebio, ovvero nella zona a meridione di piazza Campello. Ai tempi del Selva (XIV secolo) labitato di Sondrio si era però già ulteriormente sviluppato, raccogliendosi lungo il tracciato dellantica via Valeriana, ai piedi del colle di Masegra, dalla zona di piazza Vecchia fino a piazza Quadrivio.
Dalla cima del Crap, dove ci troviamo, si possono imboccare due lunghe e suggestive scalinate che portano in città: la salita Ligari, lungo la quale vi è la casa degli artisti sondriesi da cui prende il nome, e quella di vicolo S. Siro, che offre unottima panoramica dei tetti del centro storico e di questo tratto di valle. Seguendo la strada si può invece attraversare il caratteristico quartiere rurale di Scarpatetti, ricco di scorci che rimandano alla vita contadina di un tempo. Sempre dalla strada, ma salendo, si giunge in breve al castello Masegra, dimora secolare dei Capitanei e dei Beccaria, signori di Sondrio, che con le sue torri domina dal colle omonimo in una cornice alti alberi e vigneti.