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La città
Piazza Garibaldi
Larea di piazza Garibaldi cominciò ad essere urbanizzata a partire dai primi decenni dell800: prima di allora nella zona erano presenti solo campi, giardini, le rogge dei Malleretti e qualche piccolo edificio di uso rurale. La città cominciava in corrispondenza del tracciato della cinta muraria trecentesca, nei pressi della strada detta delle Pergole e di palazzo Martinengo dove in epoca medioevale era la porta di Cugnolo e forse una torre di guardia.
Sotto gli Asburgo venne realizzata la continuazione della Strada Regia Postale, che durante la dominazione napoleonica si fermava in contrada Cantone: il tracciato prevedeva lattraversamento del Mallero con un nuovo ponte per poi proseguire verso il Campello e lattuale via Piazzi passando lungo il lato settentrionale della futura piazza, davanti alle case delle famiglie Maffei e Rusconi.
Lampio piazzale, in origine detto del Monumento o della Riconoscenza, prese poi il nome di Francesco I in ossequio al governo asburgico; al centro venne posta una fontana con il busto dellimperatore. Nel 1848 la statua fu distrutta a furor di popolo e dopo lUnità dItalia la piazza, denominata comunemente piazza Nuova, venne intitolata a Re Vittorio Emanuele II. Nel 1909 lo scultore Francesco Confalonieri (1850-1925) realizzò il monumento a Giuseppe Garibaldi e la piazza prese definitivamente il nome dellEroe dei due Mondi. Il bassorilievo collocato sul basamento illustra la cattura nel 1866 di un reparto austriaco alla prima cantoniera dello Stelvio ad opera del comandante delle guardie nazionali Pietro Pedranzini e dei suoi uomini.
In occasione del carnevale del 1824 venne inaugurato il Teatro Sociale, sul luogo anticamente conosciuto con il nome di Lazzaretto: è questo il primo edificio importante che si affacciò sulla piazza e che fece da riferimento urbanistico per lallineamento delle fabbriche seguenti. I fautori delliniziativa, un gruppo di eminenti cittadini animati dallintraprendente delegato del Regno Lombardo Veneto Gaudenzio De Pagave, affidarono il progetto al ticinese Luigi Canonica, considerato uno dei maggiori architetti dellepoca.
Successivamente, a conclusione del lato occidentale della piazza, venne realizzata la casa di Luigi Lambertenghi, progettata nel 1826 dal fratello Carlo. Nel 1840 fu approvato il disegno delling. Giacomo Poncini per la costruzione da parte di Antonio Rusconi di un edificio a lato del Teatro Sociale: questo, realizzato in più riprese nellarco di alcuni decenni, assunse lattuale aspetto grazie allintervento delling. Francesco Polatti,. In un primo tempo dato in affitto, nel 1891 limmobile venne acquistato dalla Banca dItalia. Il progetto dellimponente Hotel de la Poste delling. Giacinto Carbonera risale al 1855, mentre il palazzo della Banca Popolare di Sondrio si deve alling. Francesco Polatti; listituto bancario, fondato nel 1871, vi si trasferì nel 1882 lasciando la vecchia sede di piazza Campello.
Sul lato nord, confinante con il giardino di palazzo Martinengo, sorse nel 1924 su disegno di Francesco Orsatti la bassa costruzione destinata a sede della Banca della Valtellina. Il caseggiato posto tra i corsi Italia e Vittorio Veneto, fu edificato dopo lultimo conflitto mondiale sullarea occupata precedentemente dalla casa Del Felice e quindi dallAlbergo Sondrio. Alcuni mosaici posti allaltezza del primo piano sono stati realizzati nel 1956 da Livio Benetti (1915-1987); i pannelli raffigurano personaggi della storia e dellarte valtellinese: da sinistra Tebaldo Capitanei, Pietro Ligari, Giuseppe Piazzi e Giovanni Visconti Venosta.