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Visita della città

Il palazzo del Governo


Palazzo del Governo

Progettato da Giovanni Muzio nel 1930, su bando di concorso nazionale indetto per un palazzo dove avrebbero trovato posto gli Uffici di Provincia, Prefettura, Questura, e del Consiglio provinciale dell’economia, il Palazzo Governo occupa una porzione considerevole dell’isolato urbano compreso fra le vie Vittorio Veneto e XXV Aprile (già corso XXVIII Ottobre). L’edificio confermando con la propria giacitura gli assi viari ipotizzati all’atto della progettazione della stazione ferroviaria, all’epoca della stesura del progetto non ancora compiutamente realizzati, si pone come caposaldo per lo sviluppo della città in direzione sud.

Il palazzo, articolato attorno alla corte interna, costituisce una sorta di ponte fra le due vie grazie al passaggio coperto evidenziato alle estremità dalle due torri della Provincia sul lato est e della Prefettura, la più alta, sul alto ovest. Per la progettazione dell’opera, l’architetto Muzio aveva compiuto un viaggio preliminare in Valtellina per studiare i caratteri dell’architettura locale: sua intenzione era quella di realizzare “un Palazzo semplice e nobile, materiato dello spirito della Valle”. In base a questo principio vennero riproposti i graffiti osservati su alcuni importanti monumenti della valle (palazzo Besta e chiesa di S. Eufemia a Teglio, Basilica della Madonna di Tirano), interpretati elementi come la fontana su via XXV Aprile (identica a una fontana un tempo nei pressi della parrocchiale di Teglio) o utilizzati materiali prevalentemente locali come il serizzo della Valmasino, gli scisti di Dubino, il serpentino e le ardesie della Valmalenco, la pietra verde di Tresivio e di Chiavenna fino ai legni di pino cembro e di larice che caratterizzano tanto le stüe del Prefetto e del Presidente della Provincia quanto il rappresentativo salone delle adunanze.

Nella sala consiliare sono conservati sei encausti di Gianfilippo Usellini (1903-1971) realizzati nel 1934; i grandi dipinti, disposti lungo le pareti laterali, raffigurano attività lavorative tipiche della Valtellina: mietitura, vendemmia, tessitura, filatura, pesca, alpeggio, caccia, industria del legno, lavorazione del granito e alpinismo collocate sullo sfondo di paesaggi valtellinesi.