Comune di Sondrio, Piazza Campello, 1 | 23100 Sondrio | P.IVA 00095450144
Telefono 0342-526.111 | Fax 0342-526.333 | PEC:protocollo@cert.comune.sondrio.it
Collegamenti ai contenuti della pagina:
» il contenuto della pagina
» il menu di navigazione
» utility
» Visualizzazione predefinita
» Versione ad alto contrasto
» Versione caratteri ingranditi

 
 
Stai navigando in: Home freccia path La città freccia path Visita della città


Il contenuto della pagina
- Torna all'inizio della pagina

Visita della città

La piazzetta dell'Angelo Custode


Piazzetta Angelo Custode

Questo angolo di Sondrio è nel cuore della città medioevale: secondo gli scritti di Beltramolo de Selva nel ‘200 il centro abitato era posto sul colle di Masegra e si estendeva fino al “Castelletto”, in corrispondenza della rupe alle spalle della chiesa dell’Angelo Custode. Il piccolo fortilizio a guardia del ponte sul Mallero fu affiancato da una chiesa dedicata a S. Siro.

Le vecchie cronache raccontano che nella piazza si tenevano i Consigli generali dei nobili, dei cittadini e dei vicini di Sondrio, come quello del 9 aprile 1308 con il quale venne concesso ai Capitanei il privilegio dell’esenzione perpetua da ogni tassa a condizione che tenessero dimora in città, ovvero presso il castello di Masegra. La convocazione di tali adunanze veniva annunciata dal suono di un grande corno.

Caduti in rovina il Castelletto e la chiesa di S. Siro, la rupe del Crap nella credenza popolare acquistò una fama sinistra: nei documenti dei processi per stregoneria del XVII secolo il luogo è citato, insieme al Moncucco, il castel Grumello, la zona ai piedi della rupe di S. Bartolomeo e il prato di Gombaro, quale scenario degli incontri notturni delle streghe per celebrarvi il sabba, il “gioco del barlotto” o altri “balli e stravizi” illeciti.
Fu quindi accolta di buon grado nel 1657 la richiesta per l’autorizzazione a edificare una nuova chiesa dedicata all’Angelo Custode, per iniziativa del nobile Francesco Carbonera e dei suoi convicini, Nazaro Pusterla, Andrea Sertorio, Giovanni Andrea Sassi e Giacomo Bonetti. I lavori presero avvio l’anno seguente, con l’escavazione della roccia viva per permettere l’alloggiamento della chiesetta a destra della casa del Carbonera. Il 10 giugno 1660 il curato di Albosaggia Gio. Pietro Sertoli benediceva la prima pietra, ricevendo in compenso “scatole tre di confetture, tre di cotognata et boccali 4 di vino, il tutto valutato lire otto” e il primo di ottobre dello stesso anno l’arciprete di Sondrio vi celebrò la prima messa.

Nel 1673 venne ultimato anche il piccolo campanile, poggiante in parte sul muro perimetrale della chiesa e in parte su uno sperone di roccia viva.
All’interno l’unico altare è abbellito da una tela di Ercole Procaccini, raffigurante l’Angelo Custode che conduce il fanciullo lungo la via della salvazione (1660 ca.), inserita in un’elegante cornice intagliata di stile rinascimentale.

Vicolo S.Siro

Vicolo S. Siro ricorda con il suo nome un antichissimo oratorio dedicato al santo vescovo di Pavia. La chiesetta, già in rovina alla fine del ‘500, sorgeva presso un piccolo avamposto fortificato sulla propaggine meridionale della rupe ancora oggi conosciuta come “Crap”.
E’ in questa zona, compresa tra il colle di Masegra e l’attuale piazza dell’Angelo Custode, che in epoca medioevale si concentrava il nucleo abitato della città, in posizione dominante, al riparo dalle piene del Mallero e sotto l’immediata protezione del castello.
La scalinata che dal vicolo sale alla sommità del Crap permette un’interessante vista panoramica sul quartiere nobile del borgo di Sondrio. Palazzi, avanzi di vecchie torri e colombari, giardini e broli si svilupparono lungo la direttrice dell’antica via Valeriana, un tempo strada principale della città e della valle.

Il Crap

Il termine “crap” nei dialetti valtellinesi significa rupe, parete rocciosa e talvolta assume valore di toponimo come nel caso della costa rocciosa che sovrasta il centro storico di Sondrio. Secondo il cronista Beltramolo de Selva intorno al Duecento il nucleo abitato della città era situato sul colle di Masegra, occupando l’area che dal castello arriva all’attuale piazzetta dell’Angelo Custode, posizione facilmente difendibile e al sicuro dalle esondazioni del torrente Mallero. Guerre e distruzioni indussero la popolazione a ricostruire il borgo più a sud “dove si dice nella Villa di sotto la Chiesa di S. Eusebio”, ovvero nella zona a meridione di piazza Campello. Ai tempi del Selva (XIV secolo) l’abitato di Sondrio si era però già ulteriormente sviluppato, raccogliendosi lungo il tracciato dell’antica via Valeriana, ai piedi del colle di Masegra, dalla zona di piazza Vecchia fino a piazza Quadrivio.


Dalla cima del Crap, dove ci troviamo, si possono imboccare due lunghe e suggestive scalinate che portano in città: la salita Ligari, lungo la quale vi è la casa degli artisti sondriesi da cui prende il nome, e quella di vicolo S. Siro, che offre un’ottima panoramica dei tetti del centro storico e di questo tratto di valle. Seguendo la strada si può invece attraversare il caratteristico quartiere rurale di Scarpatetti, ricco di scorci che rimandano alla vita contadina di un tempo. Sempre dalla strada, ma salendo, si giunge in breve al castello Masegra, dimora secolare dei Capitanei e dei Beccaria, signori di Sondrio, che con le sue torri domina dal colle omonimo in una cornice alti alberi e vigneti.