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Nuova IMU – Imposta municipale propria

L’art. 1, comma 738, legge 160/2019 ha stabilito che l’Imposta Unica Comunale (IUC) di cui all’art. 1, comma 639, legge 147/2013, è abolita, ad eccezione delle disposizioni attinenti la Tassa Rifiuti (TARI); di conseguenza a decorrere dal 01/01/2020 non viene più applicata la Tassa Servizi Indivisibili (TASI) e l’IMU è disciplinata dai commi 738 e seguenti dell’art. 1, legge 160/2019.
I tributaristi, al fine di distinguere tale IMU da quella vigente dal 01/01/2012 al 31/12/2019, utilizzano la locuzioni di nuova IMU per la prima e di vecchia IMU per la seconda imposta municipale:

  • nuova IMU dal 01/01/2020
  • vecchia IMU dal 01/01/2012 al 31/12/2019

CHI DEVE PAGARE

L’IMU deve essere pagata dal proprietario o dal titolare di diritti reali di godimento (usufrutto, abitazione, uso, superficie, enfiteusi).
Nel caso di leasing-locazione finanziaria, l’imposta va assolta dal locatario a partire dalla data di stipula del relativo contratto e per tutta la sua durata, anche per immobili da costruire o in corso di costruzione. Nella fattispecie di concessione di aree demaniali, è tenuto al versamento del tributo il concessionario.
E’ soggetto passivo dell’imposta il genitore assegnatario della casa familiare a seguito di provvedimento del giudice che costituisce altresì il diritto di abitazione in capo al genitore affidatario dei figli.

Coloro che sono obbligati a pagarla, si chiamano soggetti passivi e devono essere intesi come titolari di situazioni giuridiche di possesso qualificato. Ciò anche se non sono residenti nel territorio dello Stato o se non hanno ivi la sede legale o amministrativa o non vi esercitino l’attività.

Gli oggetti di imposta sono tre: fabbricati, aree fabbricabili e terreni agricoli (art. 1, comma 741, legge 160/2019).

In presenza di più soggetti passivi con riferimento ad un medesimo immobile, ognuno è titolare di un’autonoma obbligazione tributaria e nell’applicazione dell’imposta si tiene conto degli elementi soggettivi ed oggettivi riferiti ad ogni singola quota di possesso, anche nei casi di applicazione delle esenzioni o agevolazioni (art. 1, comma 743, legge 160/2019).

Le aliquote IMU vigenti per l’anno 2020 sono state approvate con delibera di Consiglio Comunale numero 22 del 28/05/2020.

Per l’ipotesi di abitazione principale classificata nelle categorie catastali A/1, A/8, A/9 (abitazione di proprietà in cui si risiede e si dimora abitualmente) e pertinenze (n. 1 box o posto auto cat . C/6, n. 1 cantina cat. C/2, n. 1 tettoia cat. C/7) si applica l’aliquota dello 0,60% e si effettua una detrazione massima di euro 200, rapportata al numero di proprietari residenti e dimoranti nell’immobile e ai mesi in cui esso ha costituito per costoro abitazione principale (tale detrazione spetta anche per le pertinenze sopracitate qualora non sia stata utilizzata tutta la detrazione per l’abitazione principale).

Per altri immobili: altri appartamenti, altri box, altre cantine, altre tettoie., negozi, uffici, capannoni, opifici ed aree fabbricabili si applica l’aliquota del 1,06% (c.d. aliquota ordinaria).

Per gli immobili posseduti e direttamente utilizzati dalle ONLUS per le proprie finalità istituzionali si applica aliquota pari allo 0,96%.

Per i fabbricati delle categorie catastali A/2, A/3, A/4, A/5 concessi in comodato d’uso gratuito da genitore a figlio e viceversa con rendita catastale pari o minore a 450 euro, si applica aliquota pari allo 0,96% purché la presenza del comodatario nell’immobile sia confermata dalle risultanze anagrafiche e sia segnalata tramite la dichiarazione annuale IMU da presentare al Comune entro i termini fissati dalla legge.
Sempre in merito al comodato di uso gratuito di cui sopra, dal 1 gennaio 2016 si può usufruire di una riduzione della base imponibile IMU pari al 50%, a patto che si realizzino tutte le seguenti condizioni:

  • gli immobili non devono essere accatastati nelle categorie catastali A/1 A/8 A/9;
  • gli immobili devono essere concessi in comodato a parenti in linea retta entro il primo grado (figli-genitori);
  • chi riceve l’immobile deve utilizzarlo come abitazione principale ovvero esservi residente anagraficamente e dimorarvi abitualmente;
  • chi concede in comodato deve trovarsi in una di queste due situazioni:
    • deve possedere un solo immobile in Italia e risiedere anagraficamente nonché dimorare abitualmente a Sondrio;
    • deve possedere un immobile, adibito a sua abitazione principale (non accatastato nelle categorie A/1, A/8, A/9), e un altro immobile, dato in comodato a parente in linea retta di primo grado, entrambi siti a Sondrio;
  • il contratto di comodato deve essere registrato presso l’Agenzia delle Entrate;
  • a partire dall’anno 2019 il beneficio si estende, in caso di decesso del comodatario, al coniuge di costui in presenza di figli minori;
  • si richiede di presentare al Servizio Tributi la dichiarazione IMU redatta sull’apposito modello ministeriale per segnalare la sussistenza del comodato con le caratteristiche enunciate nei punti precedenti entro il 30 giugno dell’anno successivo al verificarsi delle circostanze che conferiscono diritto a fruire del beneficio di cui trattasi.

Le due agevolazioni per il comodato ovvero la riduzione dell’aliquota allo 0,96% e la riduzione della base imponibile al 50 % si cumulano se ricorrono tutte le condizioni di cui sopra per ambedue le casistiche.

Sono soggetti ad IMU, dal 01/01/2020, anche i fabbricati costruiti e destinati dall’impresa costruttrice alla vendita, fintanto che permanga tale destinazione e non siano in ogni caso locati (c.d. beni merce); essi scontano una aliquota dello 0.25% (art. 1, comma 751, legge 160/2019).

Altresì viene applicata l’IMU, dal 01/01/2020, sui fabbricati rurali ad uso strumentale di cui all’articolo 9, comma 3-bis, del decreto-legge 30 dicembre 1993, n. 557, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 1994, n. 133; essi scontano una aliquota dello 0.10 % (art. 1, comma 750, legge 160/2019).

Dal 01/01/2020 sono soggetti ad IMU con aliquota ordinaria (1.06%) le unità immobiliari possedute da cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato italiano e iscritti all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero (AIRE), già pensionati nei rispettivi paesi di residenza, sebbene non siano locate o concesse in comodato d’uso (la legge 160/2019, all’art. 1, comma 780, ha previsto l’abrogazione dell’art. 13, d.l. 201/2011 che prevedeva tale esenzione, introdotta dal 01/01/2015, in forza dell’art. 9-bis, d.l. 47/2014, convertito in legge 80/2014).

CHI NON DEVE PAGARE

Fattispecie per cui non è dovuta l’IMU:

  • i possessori di abitazione principale e pertinenze della stessa, ad eccezione di quelle classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9 e relative pertinenze di queste ultime;
  • i possessori che siano persone fisiche anziane o disabili che acquisiscono la residenza in istituti di ricovero o sanitari a seguito di ricovero permanente in relazione ad una sola unità immobiliare da loro posseduta e a condizione che non risulti locata (art. 1, comma 741, lett. c), punto 6, legge 160/2019);
  • la casa familiare assegnata al genitore affidatario dei figli, a seguito di provvedimento del giudice che costituisce altresì, ai soli fini dell’applicazione dell’imposta, il diritto di abitazione in capo al genitore affidatario stesso;
  • le unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale, e relative pertinenze, dei soci assegnatari, incluse le unità immobiliari adibite a dimora di studenti universitari soci assegnatari, anche in assenza del requisito della residenza anagrafica;
  • i fabbricati di civile abitazione destinati ad alloggi sociali, come definiti dalle vigenti disposizioni di legge (Decreto del Ministero delle Infrastrutture 22/04/2008 pubblicato in Gazzetta Ufficiale numero 146 del 24/06/2008);
  • un solo immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare (non appartenente alle categorie catastali A1/A8/A9), posseduto e non concesso in locazione dal personale in servizio permanente appartenente alle Forze armate e alle Forze di polizia ad ordinamento militare e da quello dipendente delle Forze di polizia ad ordinamento civile, nonché dal personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e, fatto salvo quanto previsto dall’articolo 28, comma 1, del decreto legislativo 19 maggio 2000, n. 139, dal personale appartenente alla carriera prefettizia, per il quale non sono richieste le condizioni della dimora abituale e della residenza anagrafica;
  • i terreni agricoli (Circolare del Ministero delle Finanze numero 9 del 14/06/1993 e art. 1, comma 758, lett. d), legge 160/2019).

Ai sensi dell’art. 1, comma 759, legge 160/2019, sono esenti dall’IMU per il periodo dell’anno per cui sussistono le prescritte condizioni:

  • gli immobili posseduti dallo Stato, dai comuni, nonché gli immobili posseduti, nel proprio territorio, dalle regioni, dalle province, dalle comunità montane, dai consorzi fra detti enti;
    dagli enti del Servizio sanitario nazionale, destinati esclusivamente ai compiti istituzionali;
  • i fabbricati classificati o classificabili nelle categorie catastali da E/1 a E/9;
  • i fabbricati con destinazione ad usi culturali di cui all’articolo 5-bis del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 601;
  • i fabbricati destinati esclusivamente all’esercizio del culto, purché compatibile con le disposizioni degli articoli 8 e 19 della Costituzione, e le loro pertinenze;
  • i fabbricati di proprietà della Santa Sede indicati negli articoli 13, 14, 15 e 16 del Trattato tra la Santa Sede e l’Italia, sottoscritto l’11 febbraio 1929 e reso esecutivo con la legge 27 maggio 1929, n. 810;
  • i fabbricati appartenenti agli Stati esteri e alle organizzazioni internazionali per i quali è prevista l’esenzione dall’imposta locale sul reddito dei fabbricati in base ad accordi internazionali resi esecutivi in Italia;
  • gli immobili posseduti e utilizzati dai soggetti di cui alla lettera i) del comma 1 dell’articolo 7 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, e destinati esclusivamente allo svolgimento con modalità non commerciali delle attività previste nella medesima lettera i); si applicano, altresì, le disposizioni di cui all’articolo 91-bis del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27, nonché il regolamento di cui al decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 19 novembre 2012, n. 200.

Come previsto dal Decreto legge 19/05/2020, n. 34, art. 177, in considerazione degli effetti connessi all’emergenza sanitaria da Covid-19, per l’anno 2020 non è dovuta la prima rata dell’IMU per:

  • immobili adibiti a stabilimenti balneari marittimi, lacuali e fluviali, nonché immobili degli stabilimenti termali
  • immobili rientranti nella categoria catastale D/2 e immobili degli agriturismo, dei villaggi turistici, degli ostelli della gioventù, dei rifugi di montagna, delle colonie marine e montane, degli affittacamere per brevi soggiorni, delle case e appartamenti per vacanze, dei bed & breakfast, dei residence e dei campeggi, a condizione che i relativi proprietari siano anche gestori delle attività ivi esercitate

In sede di conversione in legge del Decreto legge 19 maggio 2020, n. 34, la legge 17 luglio 2020 n. 77, con l’art. 177, comma 1, lett. b-bis), ha disposto l‘esenzione dal pagamento della prima rata IMU per l’anno 2020 anche per gli immobili rientranti nella categoria catastale D in uso da parte di imprese esercenti attivita’ di allestimenti di strutture espositive nell’ambito di eventi fieristici o manifestazioni.

DEFINIZIONI UTILI

Cosa si intende per abitazione principale

E’ il fabbricato, iscritto o iscrivibile al catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, in cui il possessore e il suo nucleo familiare hanno la residenza anagrafica e la dimora abituale.

Nel caso in cui due coniugi non legalmente separati abbiano stabilito la dimora abituale e la residenza anagrafica in immobili diversi situati nel territorio comunale, solo un immobile può essere considerato abitazione principale.

Ai fini dell’esenzione Imu in materia di abitazione principale, la Corte di Cassazione, con ordinanze 4166 e 4170, pubblicate il 19/02/2020, ha ribadito il concetto che il beneficio tributario opera (art. 1, comma 741, lett. b), legge 160/2019) solo se l’immobile costituisce la residenza anagrafica e la dimora abituale sia del possessore che del suo nucleo familiare, ponendo in risalto che i coniugi non legalmente separati non possono ottenere doppia esenzione Imu se i rispettivi immobili ad uso abitativo dai medesimi posseduti sono ubicati in due comuni diversi.

Cosa si intende per pertinenza

E’ l’unità immobiliare al servizio dell’abitazione principale, classificata nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7 (cantine, sottotetti, depositi, box e tettoie), nella misura massima di una unità per ciascuna delle categorie catastali indicate (quindi, ad esempio, se si possiedono l’abitazione principale e due box categoria C6, uno solo potrà essere considerato pertinenza dal soggetto passivo mentre l’altro sarà assoggettato al pagamento dell’IMU). Il concetto di pertinenza si trova all’art. 1, comma 741, lett. b), legge 160/2019.

COME SI CALCOLA

Calcolo automatico tramite portale

Il calcolo è possibile accedendo al portale calcolo IMU online.

In tale portale è possibile:

  • avere informazioni sul tributo
  • visionare la rendita catastale dall’Agenzia del Territorio
  • calcolare il tributo dovuto
  • stampare il modello F24 precompilato
  • stampare la scheda contribuente

Calcolo manuale

Per i fabbricati iscritti in catasto l’IMU si calcola sulla rendita catastale dell’immobile.
E’ un valore stabilito dal Catasto e si trova scritto sull’atto di acquisto o su una visura catastale aggiornata (art. 1, comma 745, legge 160/2019 e DM MEF 28/1998).
Per fabbricato si intende l’unità immobiliare iscritta o che deve essere iscritta nel catasto edilizio urbano con attribuzione di rendita catastale.

La rendita catastale deve essere rivalutata del 5%, applicando i seguenti moltiplicatori:

Cat. Descrizione categoria catastale Moltiplicatore
A Abitazioni 160
A/10 Uffici e studi privati 80
B Uffici pubblici, caserme 140
C/1 Negozi 55
C/2 Cantine, sottotetti, depositi 160
C/3, C/4, C/5 Laboratori artigianali, fabbricati per sport 140
C/6 Stalle, scuderie, rimesse, autorimesse 160
C/7 Tettoie chiuse e aperte 160
D Capannoni, cinema, teatri, alberghi, opifici 65
D/5 Istituti bancari, di cambio e di assicurazione 80

All’importo così ottenuto (valore imponibile) deve essere applicata l’aliquota deliberata.

  • Per i fabbricati di categoria D non iscritti in catasto, interamente appartenenti ad imprese e distintamente contabilizzati, il valore imponibile cui applicare l’aliquota deliberata è determinato secondo le modalità dettate dall’art. 5, comma 3 del d. lgs. 504/1992.
  • Per le aree fabbricabili il valore imponibile cui applicare l’aliquota deliberata è costituito dal valore venale in comune commercio al primo gennaio dell’anno di imposizione o a far data dell’adozione degli strumenti urbanistici (art. 1, comma 746, legge 160/2019); a tal proposito si fa presente che il Comune di Sondrio ha stabilito appositi valori di riferimento (art. 3 regolamento) per le aree fabbricabili, disponibili per la consultazione sul sito web istituzionale.
  • In caso di utilizzazione edificatoria dell’area, di demolizione di fabbricato, di interventi di recupero a norma dell’articolo 3, comma 1, lettere c), d) e f), del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, la base imponibile è costituita dal valore dell’area, la quale è considerata fabbricabile, senza computare il valore del fabbricato in corso d’opera, fino alla data di ultimazione dei lavori di costruzione, ricostruzione o ristrutturazione ovvero, se antecedente, fino alla data in cui il fabbricato costruito, ricostruito o ristrutturato è comunque utilizzato.
  • Sono considerati, tuttavia, non fabbricabili, i terreni posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali di cui all’articolo 1 del decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 99, iscritti nella previdenza agricola, comprese le società agricole di cui all’articolo 1, comma 3, del citato decreto legislativo n. 99 del 2004, sui quali persiste l’utilizzazione agrosilvopastorale mediante l’esercizio di attività dirette alla coltivazione del fondo, alla silvicoltura, alla funghicoltura e all’allevamento di animali.

L’imposta IMU è dovuta per anni solari proporzionalmente alla quota e ai mesi dell’anno nei quali si è protratto il possesso. A tal fine il mese durante il quale il possesso si è protratto per più della metà dei giorni di cui il mese stesso è composto è computato per intero. Il giorno di trasferimento del possesso si computa in capo all’acquirente e l’imposta del mese del trasferimento resta interamente a suo carico nel caso in cui i giorni di possesso risultino uguali a quelli del cedente. A ciascuno degli anni solari corrisponde un’autonoma obbligazione tributaria.

Particolari riduzioni ed agevolazioni

La base imponibile è ridotta del 50% per i fabbricati di interesse storico artistico di cui all’art. 10 del d. lgs. 42 del 22/01/2004 (art. 1, comma 747, lett. a), legge 160/2019).

La base imponibile è ridotta del 50% per i fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati, limitatamente al periodo dell’anno durante il quale sussistono dette condizioni (art. 4 regolamento). L’inagibilità o l’inabitabilità è accertata dal servizio tecnico comunale con perizia a carico del proprietario, che allega idonea documentazione alla dichiarazione; in alternativa, il contribuente ha facoltà di presentare una dichiarazione sostitutiva ai sensi del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, che attesti la dichiarazione di inagibilità o inabitabilità del fabbricato da parte di un tecnico abilitato, rispetto a quanto previsto dal periodo precedente, che il Comune si riserva di sottoporre a controllo di veridicità tramite apposito sopralluogo (art. 1, comma 747, lett. b), legge 160/2019).

L’imposta è ridotta del 25% per le abitazioni concesse in locazione a canone concordato che rispettino i requisiti della Legge 9 dicembre 1998 n. 431 (art. 1, comma 760, legge 160/2019).

QUANDO E COME SI PAGA

Scadenze di pagamento

  • acconto o unica soluzione entro il 16 giugno
  • saldo entro 16 dicembre

Se l’importo annuo dell’IMU è inferiore a € 21,00 il versamento non va effettuato.

L’importo da versare deve essere arrotondato all’euro superiore o inferiore (ad esempio, euro 24,49 si arrotondano a euro 24; euro 24,50 si arrotondano a euro 25; euro 24,51 si arrotondano a euro 25), ai sensi dell’art. 1, comma 166, legge 296/2006.

L’IMU si paga mediante modello F24, in banca, in posta oppure con home banking.

Il codice identificativo del Comune di Sondrio è I829.

I codici tributo da indicare nel modello, ai sensi della Risoluzione 29/E stilata da Agenzia delle Entrate il 29/05/2020, sono:

  • 3912 abitazione principale e pertinenze
  • 3913 fabbricati rurali a uso strumentale
  • 3918 altri fabbricati (altri appartamenti, negozi, uffici, ecc.) eccetto categoria catastale D
  • 3930 quota Comune (aliquota 0,30%) immobili categoria catastale D (capannoni, cinema, teatri, alberghi, ecc.)
  • 3925 quota Stato (aliquota 0,76%) immobili categoria catastale D (capannoni, cinema, teatri, alberghi, ecc.)
  • 3916 aree fabbricabili
  • 3939 fabbricati costruiti e destinati dall’impresa alla vendita, fintanto che permanga tale destinazione e non siano in ogni caso locati

L’acconto Imu anno 2020 deve essere calcolato in base alla situazione immobiliare del contribuente esistente nel primo semestre del 2020, applicando le aliquote vigenti per il 2020, approvate con delibera di Consiglio comunale numero 22 del 28/05/2020.

Per i soggetti di cui all’art. 1, comma 759, lett. g), legge 160/2019 (c.d. Enti non commerciali), il versamento dell’imposta dovuta è effettuato in tre rate di cui le prime due, di importo pari ciascuna al 50 per cento dell’imposta complessivamente corrisposta per l’anno precedente, devono essere versate nei termini del 16 giugno e del 16 dicembre dell’anno di riferimento, e l’ultima, a conguaglio dell’imposta complessivamente dovuta, deve essere versata entro il 16 giugno dell’anno successivo a quello cui si riferisce il versamento, sulla base delle aliquote risultanti dal prospetto delle aliquote di cui al comma 757, pubblicato ai sensi del comma 767 nel sito internet del Dipartimento delle finanze del Ministero dell’economia e delle finanze, alla data del 28 ottobre dell’anno di riferimento.

DICHIARAZIONE

La dichiarazione va presentata entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui è avvenuta la circostanza o la variazione da dichiarare; pertanto tutte le variazioni intervenute nel corso del 2020, nei casi previsti, devono essere dichiarate entro il 30/06/2021 (art. 1, comma 769, legge 160/2019). Invece per variazioni intervenute nel 2019 dei dati e degli elementi già dichiarati da cui consegua un diverso ammontare dell’imposta dovuta, la scadenza resta fissata al 31/12/2020 (nuovo termine che è stato introdotto dal 01/01/2019 ai sensi dell’art. 3-ter della legge 58/2019 di conversione del decreto legge 34/2019).

Vi consigliamo di leggere le istruzioni per la compilazione della dichiarazione IMU approvata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze per vedere nel dettaglio i casi in cui la dichiarazione va presentata (l’attuale modello di denuncia IMU è stato approvato con DM MEF 30/10/2012).

Ad eccezione delle fattispecie di abitazione principale e relative pertinenze, tutte le esenzioni, riduzioni, agevolazioni, come pure le variazioni che incidono sul valore delle aree fabbricabili devono essere dichiarate ai fini del riconoscimento del diritto al beneficio tributario (cfr. Corte di Cassazione, ordinanza 7414/2019, depositata il 15/03/2019).

La dichiarazione IMU ha effetto anche per gli anni successivi. E’ necessario presentare una nuova dichiarazione solo se si verificano modifiche dei dati e degli elementi dichiarati, a cui consegue un diverso ammontare dell’imposta.

Si rimarca l’attenzione su quanto stabilito dall’art. 1, comma 769, u.c., legge 160/2019 (In ogni caso, ai fini dell’applicazione dei benefici di cui al comma 741, lettera c), numeri 3) e 5), e al comma 751, terzo periodo, il soggetto passivo attesta nel modello di dichiarazione il possesso dei requisiti prescritti dalle norme).

Per quanto concerne la dichiarazione Imu dei c.d. Enti non commerciali, si applica quanto previsto dall’art. 1, comma 770, legge 160/2019 ovvero. Gli enti di cui al comma 759, lettera g), devono presentare la dichiarazione, il cui modello è approvato con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, sentita l’ANCI, entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui il possesso degli immobili ha avuto inizio o sono intervenute variazioni rilevanti ai fini della determinazione dell’imposta. Si applica il regolamento di cui al decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 19 novembre 2012, n. 200. La dichiarazione deve essere presentata ogni anno. Nelle more dell’entrata in vigore del decreto di cui al primo periodo, i contribuenti continuano ad utilizzare il modello di dichiarazione di cui al decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 26 giugno 2014, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 153 del 4 luglio 2014.

COSA FARE SE CI SI E' DIMENTICATI DI PAGARE

Per chi si fosse dimenticato di pagare le rate dell’IMU, è possibile effettuare il ravvedimento operoso accedendo all’apposita sezione.

Ultima modifica: 4 Agosto 2020 alle 10:19
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