Comune di Sondrio, Piazza Campello, 1 | 23100 Sondrio | P.IVA 00095450144
Telefono 0342-526.111 | Fax 0342-526.333 | PEC:protocollo@cert.comune.sondrio.it
Collegamenti ai contenuti della pagina:
» il contenuto della pagina
» il menu di navigazione
» utility
» Visualizzazione predefinita
» Versione ad alto contrasto
» Versione caratteri ingranditi

 
 
Stai navigando in: Home freccia path La città freccia path Visita della città


Il contenuto della pagina
- Torna all'inizio della pagina

Visita della città

Piazza Vecchia


Piazza Cavour

Piazza Cavour, più comunemente conosciuta come piazza “Vecchia” o “del mercato”, è stata per secoli l’animato centro della città, sede di commerci e della “posta” dei cavalli, luogo di sosta obbligato lungo la via Valeriana, cioè “di valle”, che collegava i centri pedemontani valtellinesi della sponda soliva.

Nella prima metà del Trecento, dopo la costruzione della cinta muraria voluta da Egidio Capitanei, l’accesso alla zona della piazza attuale avveniva attraverso la porta detta del “Mallero” o di “Cantone”. Sui battenti di questo ingresso, di poco più tardo (1329) rispetto a quelli originari di “Cugnolo” e di “Ponta de Prada”, si affiggevano le grida, le sentenze e gli avvisi comunali. La porta del Mallero, sulla quale campeggiava lo stemma della città, venne abbattuta nel 1811.

Secondo antichi documenti risale al 1492 l’istanza che “il commune et homeni di Sondrio” rivolgono a Ludovico il Moro perché venga riconosciuto loro il diritto di tenere mercato e da allora fino a non molti anni addietro la piazza ha ospitato le animate bancarelle degli ambulanti, i contadini delle vicine frazioni che venivano a commerciare i loro prodotti e le fiere del bestiame degli allevatori che potevano legare gli animali agli appositi pali qui sistemati.

Per secoli il ponte di piazza Vecchia fu l’unico collegamento tra le sponde del borgo e il quartiere di Cantone: è probabile però che in origine fosse solo una semplice passerella di legno in balia di ogni ingrossamento del torrente. Le prime notizie documentate riguardo a un ponte sul Mallero risalgono al Trecento. Agli inizi del XVIII secolo il ponte viene ricostruito con tre arcate e dopo il 1748 abbellito con una statua di S. Giovanni Nepomuceno, protettore di ponti e dal pericolo di alluvioni, donata da Lorenzo Botterini Benaduci, studioso della storia americana precolombiana e autore del libro “Idea de una nueva historia general de la América Septentrional”.

Ripetute piene del torrente danneggiano anche questa nuova struttura che fu ripristinata più volte, con l’intervento, tra gli altri dell’architetto Pietro Solaris da Bolvedro, fino a quando nel 1834 una rovinosa alluvione la travolge, portando la rovina anche a numerose case lungo via Beccaria. La costruzione degli argini, tuttora esistenti, da parte del governo austriaco diede una certa sicurezza ai quartieri affacciati sul Mallero, ma non risparmiò i ponti costruiti successivamente: l’ultimo venne distrutto dall’alluvione del 1987.

Piazzetta

L’attuale piazza Rusconi era un tempo conosciuta con il semplice nome di “Piazzetta” (plateola nei vecchi documenti) e per estensione, con tale termine, si individuava tutto il quartiere costituito dalle case affacciate su via Beccaria fino all’imbocco di via Dante.
L’origine dell’asse stradale delle vie Beccaria e Dante può essere fatto risalire agli anni intorno al 1328, quando venne nominato podestà Romerio Lavizzari. Prima di allora la zona, benché compresa entro le mura del borgo, era priva di edifici e vi erano solo campi e ortaglie tra i quali scorreva il primitivo corso dei Malleretti: il centro abitato era concentrato lungo l’antica via Valeriana tra piazza Vecchia e Quadrivio.


Più tardi la contrada fiorì, divenendo una tra le più animate del borgo: lungo tutta la strada si affacciavano portici retti da colonne, sovente all’origine di controversie tra vicini per proprietà e servitù di passaggio in quanto ogni proprietario mirava ad occupare più spazio possibile nel tratto di via prospiciente la propria casa. Molti dei porticati e dei passaggi coperti un tempo esistenti sono stati demoliti all’inizio dell’800, altri sono andati distrutti con l’alluvione del 1834: le tre arcate con colonne e capitelli fogliati risalgono probabilmente al XVI secolo. A fianco del percorso pedonale e sotto alcune delle case che si affacciano sulla via scorrevano i “Malleretti”, piccoli canali che fornivano la forza idraulica per il funzionamento di mulini e opifici vari.


In Piazzetta sorgeva un piccolo oratorio settecentesco, dedicato alla Madonna del Buon Consiglio: l’edificio si trovava sul lato ovest della strada, dove via Dante si unisce a via Beccaria e venne demolito nel 1868 per far posto a una bottega. Poco oltre, al civico n°4 di via Beccaria, faceva bella mostra di sé, inserito entro una nicchia, un affresco di Angelo Ligari con la Madonna e il Bambino del quale si conserva ancora il cartone preparatorio presso il museo cittadino.


Sotto la piazza ancora oggi scorre in direzione nord-sud uno dei canali chiamati “Malleretti”, derivazioni del torrente Mallero già esistenti nel Medioevo che permettevano di utilizzare l’acqua canalizzata per rifornimenti idrici, irrigazione e a scopo produttivo. Questa rete di canali da Gombaro passava per Fracaiolo e dalla piazza del mercato si ramificava in corrispondenza di via Dante proseguendo poi fuori dall’abitato: i Malleretti sono stati coperti ma in una mappa del 1816 risultano scorrere ancora in parte all’aperto. Tracce delle attività legate allo sfruttamento della forza idrica rimangono nella contrada di Fracaiolo, dove sono visibili i resti di ruote a pale, macine e magli.