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Visita della città

Piazza Carbonera e la Contrada di Cantone


Piazzetta Carbonera

Piazza Carbonera e la contrada di Cantone

Il quartiere di Cantone, pur essendo parte integrante della città fin dai tempi più antichi, non era compreso entro la cinta muraria medioevale. Esso costituiva una contrada a sé stante, sorta lungo il percorso dell’antica via Valeriana sulla sponda destra del torrente Mallero.

Sono molto antiche le notizie relative a questo rione che nel XIV secolo è citato anche nella cronaca di Beltramolo de Selva, dove si riferisce dell’incendio da esso subito durante l’assedio di Ravizza Rusca nel 1329.
La piazzetta Carbonera costituisce il centro ideale della contrada, a nord-ovest della quale sorge il cinquecentesco palazzo Carbonera, una caratteristica dimora rinascimentale che fu in origine della famiglia Parravicini. Nel cortile interno, al quale si accede attraverso l’androne di ingresso del corpo più recente, sono visibili il portico e il bel loggiato su due ordini con archi retti da colonne in pietra dagli eleganti capitelli.

La facciata è arricchita da graffiti che riprendono motivi decorativi a losanga, tipici dell’architettura aristocratica valtellinese. I portali del porticato e del loggiato superiore presentano decorazioni scolpite, raffiguranti l’arma dei Parravicini, delfini, fiori stilizzati: uno degli architravi reca due cartigli con la scritta “NIHIL EX OMNI / PARTE BEATUM”.
Fino al 1882 nel salone del primo piano vi era un’artistica stüa con soffitto a cassettoni e pannelli intagliati, oggi conservata presso il museo di palazzo Bagatti Valsecchi a Milano.

Nei pressi di palazzo Carbonera sorgeva un tempo un arco commemorativo eretto in onore del governatore grigione de Mont, oltre il quale cominciava il suggestivo itinerario che dalla settecentesca cappella della Madonna della Rocca portava al Santuario della Sassella e quindi verso la bassa Valle.
In questa zona vi erano i mulini delle Prese e poco distante, nei prati intorno all’attuale caserma della Guardia di Finanza, la fossa comune delle vittime di Cantone della peste del 1630.

Percorrendo la vicina via Romegialli da piazza Carbonera si incontra sulla sinistra il bel portale datato 1787 della casa ex-Romegialli: all’interno dell’edificio si conservano tracce di affreschi della scomparsa chiesa di S. Francesco di Sales, un tempo di pertinenza di un ospizio di benedettini che qui ospitavano pellegrini e viandanti di passaggio.
L’edificio sul lato opposto della via fu della famiglia Sertoli Rajna, dove nacque il filologo e letterato Pio Rajna (1847-1930), autore di un fondamentale studio sulle fonti dell’Orlando Furioso. Dell’antica dimora faceva parte anche la cappella privata dedicata alla Madonna della Neve.

Poco oltre, sempre sulla destra, si trova palazzo Sertoli Guicciardi con belle decorazioni murarie sulle facciate verso il Mallero.
La via offre numerosi scorci caratteristici e al bivio con la salita della Baiacca è visibile sopra un portale un affresco di Pietro Ligari, raffigurante l’Incoronazione della Vergine, di cui si conserva presso il Museo cittadino un bozzetto ad olio.
Al termine della via, in prossimità del ponte che porta a piazza Cavour, il recente restauro della casa Mozzi ha riportato alla luce l’apparato decorativo originario della facciata e le figure affrescate, probabilmente seicentesche, dei santi Gervasio e Protasio patroni della città.