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Visita della città

Il Campello


Piazza Campello

Col nome di Campello si era soliti un tempo individuare l’area a meridione della Collegiata, sulla quale fino ai primi dell’800 si affacciavano numerosi edifici religiosi. Il carattere raccolto della piazza venne compromesso quando, sotto il governo austriaco, fu tracciata dall’ing. Carlo Donegani la continuazione della Strada Regia Postale, corrispondente in questo tratto alle attuali via Piazzi e corso Italia: il nuovo asse viario sostituì la via Valeriana nel suo ruolo di arteria principale per l’attraversamento della città.

Il primo riferimento documentario relativo alla chiesa dedicata ai Santi Gervasio e Protasio, patroni di Sondrio, risale al 1100: si trattava allora di un edificio di dimensioni notevolmente più contenute, con tutta probabilità una costruzione in pietra a navata unica affiancata da un  piccolo campanile e dal cimitero. La fabbrica della Collegiata venne interessata da numerosi ampliamenti, fino al grandioso progetto di Pietro Ligari nel terzo decennio del Settecento, e al completamento dei lavori, anche se in stili diversi, da parte del Taglioretti e del Sertoli nel secolo successivo.

Anche la costruzione del nuovo campanile non fu un’impresa unitaria: un primo progetto si deve al Ligari (1733), ma solo il 29 marzo del 1740 si arrivò alla benedizione e alla posa della prima pietra insieme ad alcune sante reliquie, “nell’angolo verso mattino e mezzo dì”. Il disegno originario prevedeva una torre di 80 metri, ma difficoltà economiche, derivate anche da ripetute alluvioni del Mallero, indussero la Comunità di Sondrio a ridimensionare la costruzione.
Altri edifici hanno caratterizzato la piazza nel corso del tempo e di alcuni di essi non vi è più traccia se non nelle antiche mappe della città.

L’oratorio di S. Pietro Martire o del SS. Sacramento era addossato alla parete sud della Collegiata: eretto negli anni 1640-1643 su parte del vecchio cimitero, venne demolito nel 1927.
Di fronte alla chiesa dei SS. Gervasio e Protasio si trovava la chiesa di S. Antonio Abate anche detta “dell’ospitale”, nome derivato dall’edificio a cui era unita; essa esisteva già sul finire del XV secolo ed era di juspatronato della famiglia Beccaria. Dismessa nel 1870 fu utilizzata anni dopo come sede della Confraternita del SS. Sacramento; in tempi recenti il corpo di fabbrica, inglobato tra altre costruzioni, è stato ristrutturato ed è ora destinato ad uso civile. Della struttura originaria restano le volte della navata e due finestre polilobate affacciate sul cortiletto interno. Presso il Museo cittadino si conservano invece alcuni affreschi staccati, fra i quali una Crocifissione quattrocentesca, purtroppo malamente restaurata, e una scena datata 1533 con la Madonna, il Bambino, S. Anna e i SS. Giovanni Battista e Stefano, cui si affiancavano le immagini di S. Rocco e S. Sebastiano.

A sud dell’attuale campanile vi era la chiesa dedicata ai Santi Nabore e Felice che nel 1582, sotto il dominio grigione, fu destinata al culto protestante ed ampliata; in quest’occasione vi si aggiunse anche un cimitero per i riformati. A seguito della rivolta cattolica del 1620 la chiesa venne abbandonata e più tardi demolita.
Ultima in ordine di tempo fu chiesa del Suffragio, iniziata nel 1670 sull’area dell’ex cimitero protestante. L’edificio sacro, chiuso al culto nel 1806 e dopo di allora utilizzato come archivio dipartimentale, venne demolito nel 1940 benché fosse considerato una delle più belle chiese della città; ad oggi rimangono solo alcune sue immagini dei primi decenni del ‘900 che danno un’idea dell’aspetto e del volume della costruzione.
Sul lato est della piazza sorge il Palazzo Pretorio, sede del governo grigione a partire dal 1512, che venne ristrutturato radicalmente negli anni 1915-17.

L’area della piazza Campello è interessata dalla presenza delle mura trecentesche: durante la costruzione dell’ex-palazzo di Giustizia adiacente a Palazzo Pretorio, ne vennero alla luce lunghe porzioni, minuziosamente documentate dalle relazioni dell’ing. Antonio Giussani.
Il tracciato delle mura è stato inoltre rinvenuto nelle cantine di una casa adiacente, nella zona dove sorgeva la chiesa del Suffragio, presso la parete meridionale della torre campanaria e infine nel giardino dell’Arcipretura.

Nell’area verde a sud della piazza trova posto attualmente il monumento alla Resistenza dello scultore Livio Benetti (1915-1987) realizzato nel 1967; tra le figure stilizzate in bronzo alla sommità del monolito spicca quella allegorica della morte.

Nell’area a sud-est della Collegiata sorgeva la chiesetta di S. Eusebio di cui attualmente non resta traccia: la sua origine sembra molto antica ed è nominata nella cronaca di Beltramolo de Selva risalente al XIV secolo.